Uno studio geologico del sito del naufragio del TITANIC



Dove è affondato il TITANIC il 15 aprile 1912?
Dopo la collisione con l'iceberg, la nave si è rotta in due grandi tronconi ed in molti pezzi più piccoli creando un campo di detriti vasto circa 15 miglia quadrate in prossimità di un canyon in leggera pendenza sul fondo dell'oceano. I detriti sono stati sparsi in un'area del Nord Atlantico a circa 1.200 miglia a nord-est di New York.
Le caratteristiche geologiche del sito del naufragio sono ben documentate in diverse riviste scientifiche e oggi, con l'uso dell'app Google Earth, è possibile determinare molte caratteristiche geologiche del fondo oceanico come la profondità e la distanza da varie città rispetto al sito.


 


Il luogo del naufragio si trova appena a destra della Sohm Plain.

 


Il relitto si trova in prossimità di Terranova nel punto in rosso che indica 12.740 piedi.

 

La posizione esatta del relitto del TITANIC è stata determinata dopo che le sezioni di prua e di poppa della sono state scoperte e registrate da Robert Ballard nel 1985. La posizione della prua è 49° 56' 49" longitudine ovest, 41° 43' 57" latitudine nord mentre quelle della poppa è 49° 56' 54" longitudine ovest e 41° 43' 35" latitudine nord: le due parti sono a 1.970 piedi di distanza e si trovano a 12.600 piedi (circa 2,5 miglia sotto la superficie dell'oceano). Questi numeri indicano che il sito del naufragio si trova negli emisferi settentrionale e occidentale della Terra, circa a metà strada dalla posizione del Polo Nord e dall'equatore.
Geologicamente parlando, il relitto del TITANIC si è inabissato su di una sezione sabbiosa e relativamente liscia del fondo dell'Atlantico settentrionale, il che ha permesso ai vari gruppi di ricerca di studiare il relitto senza troppe difficoltà. Secondo alcuni ricercatori, il relitto sarà sepolto tra circa 20 anni dalla sedimentazione delle forti correnti che si muovono nell'area.
Il TITANIC ed i suoi detriti si sono fermati nella regione dell'Oceano Atlantico settentrionale dove convergono due importanti correnti sottomarine. Questa regione si trova vicino alla piattaforma continentale di Terranova chiamata Grand Banks. L'acqua che si muove in quell'area proviene dalle calde acque della Corrente del Golfo e scorre verso nord lungo la costa orientale degli Stati Uniti orientali. La seconda corrente di acqua fredda, chiamata Western Boundary Undercurrent, inizia intorno alla Groenlandia e il Labrador per poi scorrere a sud-ovest lungo la piattaforma continentale degli Stati Uniti. Queste correnti sono probabilmente il motivo per cui i detriti della nave sono sparpagliati su un'area così ampia ed inoltre, ricordo, sono caduti per 2,5 miglia. E' noto anche che la miscelazione di queste correnti causa condizioni di nebbia in questa regione dell'Oceano Atlantico. Alcuni ricercatori hanno stabilito che il TITANIC affondando creò la sensazione di una lieve nebbia superficiale che potrebbe aver reso impossibile per le navi vicine, come il Californian, di avere una visuale ottimale sulla nave condannata.


 


 

Questa regione, al largo delle Grand Banks oltre la piattaforma continentale, è una regione molto sabbiosa poiché queste correnti ad alta velocità spostano grandi quantità di sedimentazione lungo il fondo dell'oceano. Queste correnti hanno creato altre caratteristiche geologiche vicino al luogo del naufragio del TITANIC; ci sono detriti, crolli, dune di Barchan, e onde di fango nell'area.
Con il tempo tutte le tracce del TITANIC saranno sepolte da tonnellate di sedimenti che si muoveranno attraverso il canyon a due miglia e mezzo più in basso. Il sito del relitto  si trova a sud sotto il Flemish Cap al largo della piattaforma continentale (area azzurra) nella foto sopra.
In questa regione  la piattaforma continentale scende molto rapidamente mentre prosegue verso sud-est dai Grand Banks fino al TITANIC.
Se la collisione fosse avvenuta a circa 100 miglia più vicino a Terranova, la nave sarebbe affondata sulla piattaforma continentale con meno di 570 piedi d'acqua invece che nelle acque più profonde più vicine al Canyon Mid-Ocean dell'Atlantico nord-occidentale. Tuttavia, se il transatlantico fosse affondato 100 miglia più a sud, sarebbe stato a più di 3 miglia di profondità e probabilmente il relitto non sarebbe mai stato trovato, o ci sarebbe voluto molto più tempo per trovarlo. L’attuale relitto si trova in un canyon circondato da tre basse montagne che si elevano a circa 2.000 piedi dal fondo dell'oceano. La montagna a ovest del sito si trova a 30 miglia di distanza; la seconda si trova a 20 miglia a sud di esso e la più vicina si trova a 17 miglia a nord.
Nel 1991 diversi campioni di roccia furono prelevati dal sito dalla Keldysh Research Expedition per studiare la composizione del fondale marino attorno al TITANIC.
Il TITANIC si trova in una zona molto tranquilla per quanto riguarda le attività sismiche. C'è stato un solo grande maremoto (di magnitudo 7,2) registrato vicino al sito del relitto negli ultimi cento anni. Si verificò vicino ai Grand Banks il 18 novembre 1929 e il maremoto fu denominato "Maremoto del pendio Laurenziano" perché si verificò nella zona sismica del pendio Laurenziano a sud di Terranova. A quel tempo si credeva che il relitto fosse stato sepolto da una gigantesca  frana sottomarina innescata dal maremoto e di conseguenza quel che ne rimaneva del TITANIC non sarebbe stato mai più scoperto. Tuttavia, questa convinzione è stata smentita nel 1985 quando Ballard ha finalmente individuato il relitto. Il sito si trova a poche centinaia di miglia dalla famosa dorsale medio-atlantica, dove il fondale oceanico si sta espandendo, e dove ogni giorno si verificano centinaia di maremoti, alcuni di magnitudo 5.
Da oltre cento anni da quando è sceso nella sua tomba oceanica, il TITANIC è riuscito a sopravvivere così a lungo nonostante alcune delle forze geologiche e degli eventi che si sono verificati nell'area. Il tempo non è l'unico nemico del TITANIC, ma ciononostante, sono i batteri microscopici che stanno lentamente consumando la struttura d'acciaio della nave e la convertono in "ghiaccioli" di ruggine che alla fine si dissolveranno nell'acqua fredda e scura delle profondità abissali.


 
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