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R. M. S. TITANIC, la nave della posta più
famosa del mondo. R. M. S. l'abbreviazione stette per Royal Mail Steamer, la nave
reale della posta. Il 15 aprile 1912, la nave andò giù con
più di 1.500 vite, compreso gli impiegati del servizio postale.
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A bordo del TITANIC vi fu un ufficio postale del mare con
una squadra di cinque impiegati. Due degli impiegati, John Richard Jago Smith
e James Bertram Williamson, furono inglesi; gli altri tre, John Starr March,
William Logan Gwinn ed Oscar Scott Woody, furono americani impiegati dal reparto
dell'ufficio postale degli Stati Uniti. Sul TITANIC, la maggior
parte degli impiegati fu americana perché la nave stette navigando
verso l'America e quindi gli impiegati americani furono utilizzati per
fascicolare la posta, che dovette entrare, nelle condizioni ottimali.
Già parecchie ore prima della partenza, gli impiegati postali del TITANIC effettuarono un'operazione sistematica di controllo di tutti i
sacchi della posta e di smistamento di quelli che non avrebbero dovuto essere
aperti durante il viaggio.
Furono caricati di 1.758 "mailbags" a Southampton, 1.412 a Cherbourg
ed infine 194 sacchi a Queenstown.
La squadra postale a bordo del TITANIC operò bene insieme,
particolarmente in quelle ultime ore del 14 aprile. A proposito di John Richard Jago
Smith, omonimo ma non parente del capitano del TITANIC, va
osservato che, probabilmente fu proprio lui la prima persona che si rese
conto della tragedia che di lì a poco si stette consumando, infatti, a causa
dell'ubicazione, l'ufficio postale fu uno dei primi locali ad essere invaso
dalle acque. Forse fu proprio lui a salire sul ponte di comando avvisando
che la stanza di smistamento della corrispondenza si stette riempiendo di
acqua.
Poco prima del tragico scontro con l'iceberg, gli impiegati postali
furono intenti nei festeggiamenti del 44esimo compleanno di Oscar Scott Woody. |
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Dalle informazioni disponibili, nei minuti subito dopo lo scontro, il magazzino
della posta, che fu posizionato bene sotto la linea di galleggiamento
della nave, incominciò ad essere allagato, ed alcuni sacchi cominciarono
ad andare alla deriva. Gli impiegati cercarono disperatamente di portare sulla
piattaforma superiore 200 sacchi, per un eventuale recupero. Uno sforzo che
senza dubbio costò loro la perdita della vita.
Il carico dell'intera nave fu andato perso, compreso i 3.364 sacchi
di posta. Nei giorni successivi all'affondamento, i funzionari postali
cominciarono a valutare gli effetti della perdita. Circa 150.000 dollari
negli ordini di soldi postali andarono in fondo all'oceano: questi, in qualche modo,
avrebbero dovuto essere risarciti.
Nacquero anche delle leggende metropolitane sulla fine che fecero i sacchi
postali in quella tragica notte: chi li vide come mezzi di salvataggio,
ci fu chi asserì che i "mailbags" vennero usati per
fare fuoco come segnale per dirigere la Carpathia verso il luogo
di salvataggio. Un'altra ipotesi affermò che potrebbero essere stati usati
per riscaldare il caffè o la minestra o per rendere i superstiti comodi
finché i soccorsi non fossero arrivati.
Tutti gli impiegati postali decedettero nell'affondamento e soltanto due
dei corpi degli uomini furono recuperati, quelli di John Starr March,
corpo contrassegnato con il numero 225, e di Oscar Scott Woody, con il numero 167: Woody venne sepolto in mare a causa delle condizioni
difficili del suo corpo.
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