La palestra


Un'installazione molto rara sui transatlantici dell'epoca si trovava a bordo del TITANIC: la palestra.

 

Le finestre della palestra del TITANIC.
La palestra del TITANIC, situata a tribordo vicino all'entrata di prima classe, aveva alte finestre ad arco che si affacciavano sul ponte.

 

Nel suo numero speciale dell'estate 1911, dedicato all'Olympic ed al TITANIC, la rivista britannica The Shipbuilder definiva così la palestra installata a bordo: "In questa sala, i passeggeri di prima classe potevano dedicarsi alle gioie dell'equitazione, della bicicletta, del remo, ecc..., ed allenarsi così in modo proficuo, senza parlare del piacere che riceveranno".
La palestra sul TITANIC era localizzata sul lato di dritta del ponte delle imbarcazioni, giusto dietro alla sala di entrata di prima classe e vicina al secondo fumaiolo. Era costituita da una sala lunga di 13,40 metri, larga 5,50 metri per 2,90 metri di altezza; illuminata da otto vetrate di dimensioni eccezionali che davano sul ponte. I muri interni della sala erano rivestiti di perline di pino laccato bianco, con un rivestimento in quercia. Il soffitto, laccato bianco, era a cassettoni ed il suolo era di linoleum bianco brillante con una losanga bruna ad ogni angolo. Di fronte alle finestre, si trovavano due enormi pannelli luminosi: uno rappresentava un planisfero che indicava le rotte dei piroscafi della White Star Line attraverso il mondo, mentre l'altro mostrava i piani in taglio dell'Olympic e del TITANIC. Delle comode poltrone di vimini adornavano il locale.
La palestra non possedeva il guardaroba: gli unici attaccapanni erano fissati sui pannelli della sala affinché i passeggeri potevano depositare i loro vestiti. Parecchie fotografie dell'interno della palestra furono prese a bordo del TITANIC: si poteva notare come la palestra fosse attrezzata con i più moderni attrezzi disponibili all'epoca; non esiste tuttavia un inventario preciso degli apparecchi installati.
Appoggiandomi sulle informazioni fornitemi dai Cantieri Harland & Wolff, sull'attrezzatura dell'epoca e sulle fotografie scattate a bordo, è tuttavia possibile stilare un elenco, seppur non ufficiale, degli attrezzi installati. Alcuni sono sempre d'attualità, come il cavallo, il vogatore, la palla medica, la spalliera, la cyclette, il punching ball, gli estensori, i bilancieri, il tappeto per esercizi al suolo. Altre, oggi in disuso, producevano effetti stupefacenti, come la macchina a rotazione del tronco, la macchina ad attrito ventrale, la macchina ad attrito dorsale.
La palestra del TITANIC era fornita anche di due "macchine ad equitazione", una era riservata ai signori, e l'altra alle signore. Il cliente, seduto sulla sella con i piedi nelle staffe, era così sottoposto a scossoni verticali che riproducevano le andature del trotto o quelle del galoppo del cavallo. Una breve redine, fissata a quello che simulava il collo dell'animale, gli permetteva di assicurarsi all'attrezzo.
Vicino alle finestre di tribordo, non lontano dalla porta d'entrata della palestra, vi era il "cammello elettrico". Su questa macchina il cliente si sedeva a parte su un'ampia sede a metà attrezzo, ed era sottoposto a scossoni che, grazie ad una combinazione di movimenti orizzontali e verticali, causavano la rotazione del tronco, come se fosse stato appunto sul dorso di un cammello. Entrambi gli attrezzi, citati poco sopra, funzionavano grazie ad un motore elettrico.
Nel 1986, quando Robert Ballard, scopritore del relitto del TITANIC l'anno precedente, ritornò ad esplorarlo, il suo gruppo prese una grande quantità di fotografie: una delle fotografie mostrava perfettamente la parte posteriore di una una delle finestre della palestra e la leva di comando del cammello elettrico.

 

Una passeggera si esercita con una delle "biciclette fisse" sotto lo sguardo di Lawrence Beesley.
A fianco di Lawrence Beesley (l'insegnante a cui si deve un puntuale ed interessantissimo resoconto del viaggio e della tragedia), una passeggera, non impacciata dall'abito da pomeriggio, si esercita con una delle "biciclette fisse".

 

Le due biciclette fisse (cyclette) della palestra erano situate di fronte alla porta d'entrata, a destra del pannello che presenta il TITANIC. La fotografia qui sopra fu scattata a Southampton, sicuramente poco prima della partenza del TITANIC, quando cioè i passeggeri di qualsiasi classe, gli ospiti e gli accompagnatori, potevano visitare gli impianti. Ecco il motivo per cui il passeggero di seconda classe Lawrence Beesley (sullo sfondo della fotografia) ed un'amica (in primo piano), venuta ad assistere alla sua partenza, sono fotografati insieme sulle biciclette fisse. Durante la traversata, le signore ed i signori non potevano accedere alla palestra nello stesso momento. Il salone era aperto agli stessi orari dei bagni turchi, cioè dalle 10 alle 13 per le signore e dalle 14 alle 18 per i signori. Per i bambini, l'accesso alle attrezzature era gratuito dalle 13 alle 15. I biglietti d'entrata, costavano 50 centesimi di dollaro o 2 scellini e potevano essere acquistati all'ufficio del commissario di bordo e davano diritto ad una sola seduta di una mezz'ora.

 

L'istruttore Thomas W. McCawley illustra il funzionamento di un vogatore.
Indossando comodi indumenti di flanella, l'istruttore Thomas W. McCawley, che si occupava dei passeggeri-ginnasti del TITANIC, illustra il funzionamento di un vogatore.

 

La sala era sotto la responsabilità dell'istruttore Thomas W. McCawley, di 36 anni, il cui salario era di 3 lire sterline e 15 pence. La fotografia più famosa della sala della palestra del TITANIC è quella qui riprodotta, scattata da padre Frank Browne, tra la partenza da Southampton e lo scalo di Queenstown dove scese, e sulla quale si vede Thomas W. McCawley, in tuta e scarpe da tennis bianche, che fa una dimostrazione sul vogatore.
In questa fotografia alle spalle di Thomas W. McCawley, si può vedere, su un cavallo elettrico, l'elettricista William
Henry Marsh Parr, membro del Gruppo di Garanzia dei Cantieri Harland & Wolff. Durante la tratta tra Belfast e Southampton, quando il TITANIC aveva lasciato il cantiere di costruzione per raggiungere il suo porto d'imbarco, gli operai dei cantieri Harland & Wolff vollero tutti provare il cammello elettrico. Il risultato fu che si guastò. Si volle allora fare intervenire l'elettricista, ma era troppo occupato da un'altra parte. È per questo che William Henry Marsh Parr dovette intervenire per rimettere l'apparecchio in funzionamento e provarlo. I motori ed ingranaggi che servirono per azionare sia il "cavallo meccanico" sia il "cammello elettrico" erano protetti da una rete.
La notte del naufragio, la palestra offrì un rifugio al caldo ai passeggeri che attendevano di essere imbarcarti nelle scialuppe di salvataggio. Thomas W. McCawley, restò al suo posto ed incoraggiò i passeggeri a giocare con l'attrezzatura sportiva, per distrarli da cattivi pensieri, mentre la nave affondava lentamente. È nella sala della palestra dove John Jacob Astor e la sua giovane moglie Madeleine Talmage Force, incinta, trascorsero i loro ultimi momenti insieme, con indosso i giubbotti di salvataggio e seduti sui cavalli elettrici in inattività.
Siccome faceva troppo freddo sul ponte, il giocatore di tennis Richard Norris Williams e suo padre Duane entrarono nella palestra per trovare una temperatura più clemente. Quando giunse il momento di abbandonare la nave, Thomas W. McCawley dichiarò ad un sopravvissuto che non avrebbe indossato il giubbotto di salvataggio poiché ciò lo avrebbe impacciato nel nuotare; purtroppo, McCawley scomparì nel naufragio. Il suo corpo, se mai fu trovato, non fu mai identificato.


 
TITANIC di claudio bossi - TORNA ALLA HOME PAGE