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In questa pagina voglio tentare di illustrare l'impianto delle macchine,
dei motori e del sistema di propulsione del TITANIC, così
come lo diede la rivista "The Shipbuilder" e che fu ripreso nella
relazione della Commissione Britannica d'indagine che ebbe luogo dopo il
naufragio.
Il TITANIC fu dotato di un macchinario impressionante!
Il suo dispositivo di propulsione si compose di due enormi macchine
alternative a vapore, che servirono per mettere in movimento le eliche laterali,
e di una turbina a bassa pressione che fece funzionare l'elica centrale.
Questa turbina a bassa pressione venne utilizzata per questo scopo prima
che la nave utilizzasse le macchine di cui fu fornita e cioè delle
24 caldaie
a doppio flusso (bifronti) e delle 5 caldaie a semplice flusso (monofronti),
concepite per funzionare a carbone, ad una pressione di 15 kg/cm2. Le caldaie
furono disposte in sei compartimenti stagni, quelle a semplice flusso si
trovarono nel compartimento più vicino alle macchine principali.
La turbina utilizzava il vapore che provenì dalle macchine alternative
ed fu situata in un compartimento separato, alla parte posteriore della
sala macchine e separata da essa, da una divisione stagna. I condensatori
principali, destinati al riciclo del vapore non utilizzato, con le loro
pompe a circolazione e le loro pompe ad aria, furono situati nella stessa
sala della turbina. Tutto l'impianto fu costruito nei cantieri Harland
& Wolff, sotto il controllo del Board of Trade (ministero britannico
del commercio).
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Senza pretese, cerco di descrivere in dettaglio il funzionamento di questo impianto.
Il macchinario del TITANIC fu situato all'ultimo livello
della nave, sul ponte del doppio fondo dello scafo. In successione si trovarono
dalla parte anteriore della nave verso la parte posteriore: le sei sale
delle caldaie, che occuparono una lunghezza totale di 97 metri e mezzo (le
sale delle caldaie ebbero adiacenti i loro carbonili), la sala delle macchine
alternative, lunga 21 metri e la sala della turbina, lunga 17 metri.
Le caldaie dovettero produrre il vapore destinato al funzionamento di tutte
le macchine. Tutte le caldaie, che pesarono ciascuna quasi 100 tonnellate,
funzionarono a carbone e misurarono 4 metri e 80 di diametro. Le 24
caldaie a doppio flusso furono lunghe 6 metri e 10 centimetri e le 5
a semplice flusso furono lunghe 3 metri e 60 centimetri. Le caldaie a semplice flusso
servirono a far funzionare il macchinario ausiliario quando la nave fu
in porto, ma anche per la fornitura generale di vapore quando la nave fu
in mare. Furono installate in 6 sale numerate da 1 a 6. La sala caldaia
numero 6, più davanti, contenne 4 caldaie a doppio flusso,
le sale numero 2, 3, 4 e 5 ebbero ciascuna 5 caldaie a doppio flusso,
mentre la sala caldaia numero 1, più dietro, contenne le 5
caldaie a semplice flusso. A causa della grande larghezza della nave, fu possibile disporre 5 caldaie fianco a fianco, eccetto nella sala
numero 6, posta più a prua dove la nave fu più stretta, dove
soltanto 4 caldaie poterono essere installate in questo modo.
Ogni caldaia a doppio flusso possedette 6 focolari (3 ad ogni estremità)
e mentre quelle a semplice flusso ebbero 3 focolari. L'attrezzatura totale
comprendeva 159 focolari. La superficie totale di riscaldamento era di 13.400
metri quadrati e la superficie di combustione di 322 metri quadrati. Dinanzi
ad ogni caldaia si trovò un indicatore elettromeccanico il cui contasecondi
attivò una suoneria ogni 7 minuti, che ebbe lo scopo di segnalare che la caldaia dovette
essere ricaricata di carbone. Uno strumento indicò anche il numero della
caldaia da rifornire. Al momento del naufragio, la maggior parte delle 29
enormi caldaie si strapparono dalla loro base e si fracassarono all'interno
dello scafo. Soltanto 5 caldaie fuoriuscirono dalla nave e furono ritrovate
nel campo dei detriti. Le 24 altre si trovano probabilmente ancora nel relitto
nella parte di prua.
Il carico di carbone destinato ad alimentare le caldaie fu di 13.000 metri
cubici cioè circa 8.000 tonnellate. Secondo la velocità della
nave, le caldaie del TITANIC consumarono tra le 600 e le
850 tonnellate al giorno (710 tonnellate alla velocità di crociera
di 21 nodi). Il carbone fu depositato in 12 carbonili situati vicino alle
caldaie. Nel calore soffocante di quell'ambiente i 289 fuochisti,
che lavorarono in gruppi, spalarono il carbone dai carbonili e lo caricarono
su carriole per trasportarlo nei focolari delle caldaie. 28 meccanici furono
addetti a vegliare il regolare funzionamento delle caldaie.
Per alimentare le caldaie con acqua dolce, un sistema di pompaggio attinse
l'acqua di mare. Tre evaporatori, capaci di trattare 60 tonnellate d'acqua
al giorno, furono in funzione per trasformare quest'acqua di mare in acqua
dolce che fu in seguito incanalata. Questi depositi furono situati a
tribordo, dietro la sala della turbina.
Potenti ventilatori furono necessari per soffiare aria nelle caldaie per
favorirne una buona combustione; le stesse caldaie furono adibite anche per
assicurare il riscaldamento a bordo della nave. Esistettero
12 ventilatori, 2 per ogni sala caldaie, situati sul ponte F: 8 ventilatori
di 1 metro e 40 di diametro, 2 di 1 metro e 27 centimetri di diametro e
2 da 1 metro di diametro. Attinsero l'aria grazie a condotti che furono
situati sul ponte delle imbarcazioni e lo rinviarono ai focolari delle caldaie.
Altri 3 ventilatori fornirono la sala delle macchine alternative ed un ventilatore
fornì la sala della turbina. Il disimpegno del fumo e dei gas di combustione
che dalle caldaie venne portato ai tre fumaioli (il quarto camino, nella
parte posteriore, fu fittizio) fu complessa: lo sfogo finale si ebbe
a 49 metri al di sopra delle caldaie e vi furono non meno di 20 condotte
per fumaiolo, come nel caso delle sale delle caldaie numero 3 e 4; l'insieme
costituì una rete molto ramificata. Degli espulsori, due in ogni sala
caldaia, garantirono lo sgombro delle ceneri verso il mare; ciascun espulsore
fu costituito da un camera a doppia porta. Per evacuare le ceneri in mare,
queste furono introdotte nella camera dalla porta interna. Una volta
richiusa la porta, l'acqua di mare fu pompata all'interno della camera dove si effettuò
il miscuglio. Con una seconda porta che si aprì sul mare, la miscela fu
in seguito espulsa. In porto, le ceneri furono messe in contenitori che
vennero
caricati per mezzo di 4 elevatori e quindi portati a terra.
Il vapore prodotto dalle caldaie venne trasportato verso le macchine da due
condotte principali in acciaio saldato dalle quali partirono dei rami alimentati
dalle diverse caldaie ed il cui diametro aumentò gradualmente a seconda
della vicinanza alla sala macchine. Un sistema di valvole messe ad ogni
lato delle divisioni stagne della sala macchine permise, in caso di bisogno,
di effettuare una manovra comandata dal centro della sala tramite ruote
a mano che attivarono delle viti senza fine. Controllare la quantità
di vapore che alimentò le macchine, significò controllare la velocità
della nave. Le due macchine alternative ebbero la funzione di attivare
gli alberi delle due eliche laterali. Questi due motori enormi si alzarono
fino al livello del ponte E e furono le più grandi mai costruite
a quell'epoca: ogni macchina ebbe un'altezza di 10 metri e 70 centimetri,
una lunghezza di 19 metri e 20 centimetri e ciascuna pesò 600 tonnellate.
Le macchine alternative (montate su una lastra d'acciaio di 195 tonnellate),
svilupparono una potenza di 15.000 cavalli vapore e compirono 75 giri al
minuto (77 giri a piena velocità). I motori furono a 4 cilindri
ad espansione tripla: un cilindro alta pressione (del diametro di 1 metro
e 37 centimetri), un cilindro media pressione (del diametro di 2 metri e
13 centimetri) e 2 cilindri bassa pressione (uno del diametro di 2 metri
e 46 centimetri e l'altro del diametro di 1 metro e 90 centimetri). Tutti
i cilindri ebbero una corsa vicina a 1 metro e 90 centimetri. I cilindri
furono
così bene costruiti che, sul relitto, alcuni sono rimasti quasi intatti
fino ai nostri giorni. Alcuni cilindri furono del tipo invertiti (doppia
azione), in modo che quando il vapore entrò dalla parte opposta al primo
movimento, poté essere effettuato un secondo movimento. Le valvole dei
cilindri ad alta e media pressione furono a pistone, ed i cilindri, a bassa
pressione, con valvole sali e scendi, furono a doppia corsa. Ogni macchina
fu invertita, grazie ad una macchina ad azione diretta ed idraulica. Esistette
anche una pompa a vapore ad alta pressione fornita per funzionare con una
o l'altra delle macchine invertite. Questo dispositivo di sostituzione costituì
un ricorso in caso di guasto delle condotte di vapore di queste macchine. |
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La turbina pressione bassa fu una turbina di tipo Parsons a reazione: accoppiata
direttamente all'albero centrale, azionò l'elica centrale, soltanto nel
senso di marcia della nave (non indietro). Pesante quasi 427 tonnellate,
sviluppò una potenza di 16.000 cavalli e compì 165 rivoluzioni al minuto
(167 rivoluzioni a pieno regime). Il rotore, che pesò da solo 130 tonnellate,
misurò 3 metri e 70 di diametro e misurò 4 metri e 20 di lunghezza.
Il vapore di scarico, che provenne dai cilindri a pressione bassa delle
due macchine alternative, fu recuperato all'uscita e diretto verso
il motore della turbina dove qui fece girare, facendo pressione, le migliaia
di alette di raffreddamento che contenne. Questo concetto permise di
riciclare il vapore che uscì dalle macchine anziché sprecarlo facendolo
fuoriuscire dai fumaioli. Il risultato fu un aumento dell'efficacia con
l'aumento della potenza. Il vapore uscì in seguito nei due condensatori
situati da ambo le parti della turbina. Una valvola di sicurezza fu installata
su ogni condotta d'emissione che condusse ai condensatori.
Un limitatore di soccorso venne installato in modo da potere interrompere
l'entrata del vapore nella turbina e, allo stesso tempo, di dirigere il
vapore, che uscì dalle macchine alternative, verso i condensatori, nel
caso in cui la velocità della turbina diventò eccessiva in seguito
alla rottura di un albero o qualsiasi altro incidente. Quando la turbina
non fu utilizzata, ad esempio in caso di un ordine di macchina indietro
o in caso d'entrata o uscita dai porti, il vapore perso fu accumulato
nei condensatori e l'acqua così prodotta tornò alle caldaie. La
turbina a pressione bassa fu fornita di generatori. 4 dinamo o generatori
principali, con una potenza di 400 kilowatt ciascuna, produssero la maggior
parte dell'energia elettrica del TITANIC: una corrente
continua di 16.000 ampere con una tensione di 100 volt. La potenza totale
di questa centrale elettrica, situata dietro la sala della turbina ed in
un compartimento di 20 metri di lunghezza, fu valutata intorno ai 2300
cavalli. Le dinamo alimentarono una rete di cavi di oltre 320 km di lunghezza
e permisero alle 10.000 lampadine installate a bordo di illuminare la
nave. Due piccole dinamo d'emergenza, di 30 kilowatt ciascuna, furono
installate sul ponte D.
Le 5 caldaie a semplice flusso e quelle delle sale caldaie 2 e 4 furono
utilizzate per consentire il lavoro ordinario, mentre altre 5 caldaie
a semplice flusso e le altre 2 caldaie di babordo situate nella sala delle
caldaie 2, servirono per fare funzionare l'impianto elettrico. Un
collegamento incrociato esistette anche tra le condotte principali ed ausiliarie
nella sala macchine, in modo che gli addetti potessero
far funzionare qualsiasi caldaia della nave. Canalizzazioni di vapore partirono
così separatamente da 3 delle sale delle caldaie (le numero 2,
3 e 5) sopra le divisioni stagne e lungo il corridoio che condusse alle
macchine per l'illuminazione elettrica di sicurezza situate sopra
la linea di carico nella sala della turbina. Condotte partirono inoltre
da questo sistema d'alimentazione a vapore verso le pompe della sala macchine.
Esistettero 2 condotte di vapore principali che arrivarono alla sala macchine,
fornite di valvole di chiusura a 3 delle divisioni stagne. Accanto alle
valvole di chiusura della divisione stagna della sala macchine, una valvola
di emergenza fornì ogni condotta principale, in modo che il vapore potesse
istantaneamente essere interrotto in caso di rottura di una condotta principale.
I condensatori e le pompe furono fabbricati dagli stessi cantieri Harland
& Wolff.
L'impianto fu dotato di 2 condensatori principali la cui funzione fu
di trasformare in acqua il vapore perso e non utilizzato dalla turbina a
bassa pressione. Quest'acqua fu riciclata e tornò ad alimentare le caldaie.
I condensatori, la cui superficie di condensazione fu di 4700 metri quadrati,
furono concepiti per funzionare sotto vuoto a 0,94 atmosfere con l'acqua
raffreddata tra i 12,8° C e 15,5° C. Ebbero una sezione piriforme
e furono costituiti da lastre d'acciaio. 4 pompe centrifughe, in bronzo,
garantirono la circolazione dell'acqua attraverso i condensatori. Ogni pompa
possedette canalizzazioni di aspirazione e di smaltimento di 74 centimetri.
Vicino ai principali aspiratori di acqua di mare, 2 pompe ebbero aspirazioni
dirette verso la sala turbina e altre 2 verso la sala delle macchine alternative.
Gli aspiratori ebbero un diametro di 46 centimetri. 4 "doppie"
pompe ad aria vennero installate, 2 per ogni condensatore, e si versarono
verso le 2 cisterne d'alimentazione situate nella sala della turbina.
Un condensatore ausiliario, della stessa concezione dei principali e di
una superficie di 335 metri quadrati, fu situato a tribordo.
Il TITANIC fu anche fornito delle seguenti pompe: 5 pompe
di stiva e d'esaurimento di zavorra, ciascuna capace di versare 250 tonnellate
d'acqua all'ora, ed altre 3 pompe sempre di stiva, ciascuna di una capacità
di 150 tonnellate all'ora. Una pompa per l'espulsione delle ceneri fu situata
in ciascuno dei grandi compartimenti di caldaie e servì sia per fare funzionare,
appunto, l'espulsore delle ceneri sia per fare circolare o alimentare le
caldaie secondo la necessità. Questa pompa fu anche collegata alle
stive, eccetto nel caso di 3 caldaie dove furono situate 3 delle pompe
di zavorra e di stiva. In ogni caso le pompe possedettero aspirazioni dirette
dalla stiva ed un collegamento con la condotta principale, in modo che ogni
sala caldaia potesse essere indipendente. Il resto delle pompe ausiliarie
fu situato nelle sale delle macchine alternative e di turbina. 2 pompe
di zavorra furono situate nella sala delle macchine alternative; 2 pompe
vennero anche previste per attingere dalle stive. Una pompa della stiva fu
messa nella sala turbina ed una pompa d'acqua di mare fu collegata alla
canalizzazione principale della stiva per un utilizzo in caso d'urgenza.
Una condotta principale di zavorra di 25 centimetri, andò alla parte posteriore
della nave attraverso collegamenti distinti verso ogni cisterna e con canalizzazioni
di riempimento d'acqua di mare collegate al deposito d'acqua. Le 5 pompe
di zavorra furono previste per svuotare questa condotta. Una doppia
condotta principale di stiva fu disposta davanti alla sala macchine 5 ed
alla parte posteriore della sala macchine.
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Le eliche ebbero le pale di bronzo e furono bullonate su un mozzo d'acciaio.
Tutte le 3 eliche, per un peso totale di 98 tonnellate, fornirono alla
nave una velocità massima di 24 nodi. Le 3 eliche furono collegate
alle macchine (le 2 macchine alternative e la turbina) con 3 alberi
enormi costituiti da sezioni d'acciaio di circa 9 metri di lunghezza e bullonate
insieme. Su tutta la loro lunghezza, furono sostenute da grandi cuscinetti.
I 2 alberi laterali ebbero una sezione di 67 centimetri di diametro ed
un peso di 118 tonnellate mentre il diametro dell'albero centrale fu di
52 centimetri. Ad un'estremità, furono bullonati agli alberi delle
macchine alternative e della turbina e, all'altra estremità, ai mozzi
delle eliche.
Le 2 eliche laterali a 3 pale di babordo e di tribordo, di un diametro
di 7 metri e 16 centimetri che pesarono 38 tonnellate ciascuna, svilupparono
75 giri al minuto e furono messe in movimento dalle 2 macchine alternative.
Furono le più grandi mai installate su un transatlantico. L'elica
centrale a 4 pale, di un diametro di 5 metri e 18 centimetri e pesante
22 tonnellate, fu azionata (165 giri al minuto) dalla turbina a bassa pressione Parsons. Funzionò soltanto in avanti. Oltre al sistema di propulsione,
la nave fu diretta dal suo timone la cui pala, comandata dalla ruota di
navigazione e dal telemotore (che attivò il sistema di direzione), fu
composto da 6 elementi e misurò 24 metri di altezza ed ampio 4 metri e 65
centimetri, per
un peso di 101 tonnellate.
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