I quattro del TITANIC



Diversi lettori della vicina Svizzera mi hanno scritto chiedendo ulteriori delucidazioni circa i personaggi presentati nel documentario trasmesso dalla TSI (Televisione della Svizzera Italiana), nel corso del programma "Falò", dal titolo "I quattro del TITANIC". E' la storia di quattro giovani amici che partirono inseguendo un sogno e finirono inghiottiti dalle gelide acque dell'oceano in quella terribile notte. Quella qui sotto riportata è la presentazione alla stampa del documentario.

 

"I QUATTRO DEL TITANIC"
Il documentario
"I quattro del TITANIC", prodotto nel 2002 dalla Televisione della Svizzera Italiana in collaborazione con lo Studio 5 di Cannobbio (Italia) e con Claudio Bossi, storico del TITANIC, racconta di Abele Rigozzi (Aquila), Narciso Bazzi (Brissago), Alessandro Pedrini (Osco) e Mario Zanetti (Poschiavo), quattro giovani svizzero-italiani che si imbarcarono sul transatlantico TITANIC come camerieri. Il loro sogno di una vita migliore finì però tragicamente nella notte tra il 14 ed il 15 aprile 1912, quando il TITANIC, affondando, portò con sé 1500 dei suoi passeggeri. Il reportage rivela alcuni aspetti delle vicissitudini dei quattro sfortunati emigranti e mostra suggestivi scorci dei villaggi e delle montagne dove nacquero.
Lo spunto nasce dall
'impegno di un consigliere comunale di Aquila, Meinrado Devittori, per la posa di una lapide in ricordo del concittadino Abele Rigozzi nel cimitero del comune. Da qui parte una ricerca su di lui e gli altri tre svizzero-italiani morti nella sciagura del TITANIC: con l'aiuto di ufficiali pubblici, discendenti e compaesani, il narratore Gilles Baggi visita i luoghi da cui provenivano i giovani emigranti e cerca di ricostruire le circostanze della loro partenza.
A
d Aquila un parente di Abele Rigozzi ci mostra una sua foto e la stalla di famiglia, dove il padre di Abele era morto solo due mesi prima dell'imbarco del figlio. Il 22enne, che al momento della morte portava un nastro nero attorno al braccio in segno di lutto per il padre, era stato ingaggiato nell'equipaggio del TITANIC all'ultimo momento, per sostituire un connazionale ammalato.
A Brissago, Gilles Baggi visita il cimitero dove una lapide commemora la scomparsa in mare di Narciso Bazzi.
Anche Alessandro Pedrini è ricordato da una colonna con iscrizione nel cimitero del suo paese, Osco. Questa lapide deve essere stata posata molto presto, perché un anziano del villaggio ricorda di essere venuto a vederla con la nonna nel 1937. Per contro, la pratica per l
'eredità di Alessandro non ha potuto essere chiusa che qualche anno fa.
A Poschiavo invece incontriamo la nipote della persona che all
'inizio del secolo vendeva i biglietti per emigrare, di cui forse Mario Zanetti fu cliente.

Il documentario si conclude con la posa della lapide per Abele Rigozzi nel cimitero d
i Aquila. La speranza del sig. Devittori è che questa iscrizione aiuti a ricordare anche le storie di tanti altri emigranti costretti a lasciare i loro paesi in cerca di fortuna, ed a volte finiti male.

 

Chi furono questi quattro giovani: vediamo le loro scarne annotazioni che mi è stato possibile assumere. Occorre dire innanzitutto che tutti e quattro furono, al soldo di Luigi Gatti, camerieri del Ristorante A' la Carte, ed il loro stipendio ammontava a 2 sterline e 2 scellini mensili. La documentazione relativa la si può trovare presso il National Archive di Londra dove si trovano i documenti che qui sotto vado a proporre. A fianco dei nominativi è possibile individuare quale fu l'ultimo indirizzo conosciuto.

 
 







 
 

Narciso BazziNarciso Bazzi, 33 anni, celibe, nacque a Brissago (Canton Ticino - Svizzera) il 22 luglio 1878. Lavorava (per tre sterline al mese) per Luigi Gatti da quasi un anno, prima prestò servizio in altri ristoranti a Londra. Si trovava nella sua città lacustre quando ricevette il telegramma che avrebbe dovuto imbarcarsi sul TITANIC per sostituire un suo compaesano, un tale Giovanelli. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
La famiglia di Narciso, a titolo di indennizzo, percepì 12 scellini (di stipendio arretrato) dalla White Star Line e 80 sterline del "Lord Mayor's Fund". Nella cappella di famiglia del cimitero di Brissago (fotografia sotto), su di una lastra di marmo murata vi è la sua immagine ed un epitaffio che recita:
"Date un pensiero, un fiore, alla memoria di Narciso Bazzi, giovane stimato, benvoluto, perito miseramente nella spaventevole catastrofe marittima del TITANIC il 15 aprile 1912, a soli 33 anni, quando più gli sorrideva la vita. La famiglia".

 
 

Lapide dedicata a Narciso Bazzi.

 
 

Alessandro PedriniAlessandro Pedrini, 21 anni, celibe, nacque ad Osco (Canton Ticino - Svizzera) il 15 agosto 1890. Dopo aver lavorato dapprima in Francia e poi in Egitto, venne assunto in Inghilterra per prestare servizio sul TITANIC. Il suo contratto è datato 4 aprile mentre è di due giorni dopo la prima prestazione d'opera. Il suo cadavere venne contrassegnato dal numero 104 e venne sepolto in mare. La famiglia ricevette dalla White Star Line 8 scellini e 6 penny, da sommare alle 80 sterline versate dal "Lord Mayor's Fund".
Posta nel cimitero del piccolo paesino di Osco, a ricordo perenne di Alessandro Pedrini, è stata eretta una colonna (che vediamo nella fotografia qui sotto), in fondo c'è la chiglia della nave con inciso il nome TITANIC, e si legge:
"Con  fervida fede di lavoro, ed ancor quasi tenera età, emigrava in terre lontane vago e fidente in un nuovo avvenire; miseramente, in una notte tragica, trovava morte nell'oceano scomparendo con il TITANIC, i desolati genitori e fratelli posero".


 

 
 

Abele RigozziAbele Rigozzi, 23 anni, nacque ad Aquila (Canton Ticino - Svizzera) l'1 febbraio 1890. Il TITANIC fu la sua prima nave: anch'egli iniziò a lavorare il 6 aprile, il giorno stesso della firma del suo contratto. Il Rigozzi fu chiamato per sostituire un suo collega che non si presentò.
Il suo cadavere venne recuperato dal Mackay Bennett: il giovane Rigozzi recava al braccio una banda nera in segno di lutto per la morte del padre avvenuta qualche mese prima. Il suo corpo fu contrassegnato dal numero 115 e, in considerazione del cattivo stato in cui si trovava, venne sepolto in mare.
La famiglia percepì un indennizzo di 40 di sterline. Il "Lord Mayor's Fund" elargì invece 60 sterline.
Nel cimitero di Aquila dal 2002 vi è una lapide (fotografia sotto) che ricorda il giovane e sfortunato emigrante ticinese.

 
 

Lapide dedicata ad Abele Rigozzi.

 
 

Mario Zanetti, figlio di Margherita e di Giovanni, aveva solo 20 anni. Celibe, nacque a Poschiavo (Canton Grigioni - Svizzera) il 9 febbraio 1892. Il TITANIC fu la sua prima esperienza marittima. Anche nel caso di Mario Zanetti, il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato. La famiglia ricevette a titolo di indennizzo 50 sterline dalla White Star Line e 70 sterline dal "Lord Mayor's Fund". Dello sfortunato grigionese si deve dire innanzitutto che non figura nell'elenco ufficiale dell'equipaggio: Mario fu assunto proprio il 10 aprile 1912 il giorno stesso della partenza!


 
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