Benjamin Guggenheim
 



Benjamin Guggenheim

 

Benjamin Guggenheim nacque il 26 ottobre 1865 a Filadelfia, in Pennsylvania, quinto dei sette figli del magnate minerario Meyer Guggenheim.
Nel 1894 sposò Florette Seligman, figlia di un noto banchiere di New York dalla quale ebbe tre figlie: Benita, Marguerite e Barbara.
Benjamin Guggenheim ha ereditato una fortuna economica dal padre, ma non ha ereditato il suo acume negli affari.





Pauline Leontine Ninette Aubart

 

Spesso lontano dalla moglie per motivi di lavoro, Benjamin Guggenheim ebbe un appartamento a Parigi, e stava tornando a New York da lì, quando s’imbarcò sul TITANIC, a Cherbourg  nel tardo pomeriggio del 10 aprile 1912, accompagnato dalla sua amante, una cantante francese di nome  Pauline Léontine Ninette Aubart (a sua volta accompagnata dalla cameriera personale Emma Sagesser). Guggenheim era seguito anche dal suo cameriere Victor Giglio e dal suo autista René Pernot.
Guggenheim e Giglio occuparono la suite B82 mentre la Aubart e la Sagesser ebbero la suite B35; Pernot occupò, invece, una cabina di seconda classe. Guggenheim aveva originariamente prenotato il viaggio sul Lusitania, ma visto che il viaggio su quella nave era stato annullato per effettuare delle riparazioni allo scafo, invece di prendere la nave sostitutiva, il Carmania, Guggenheim decise di ritornare a New York con il viaggio inaugurale del TITANIC, la nuova nave della White Star Line.
Benjamin Guggenheim ed il suo domestico erano coricati quando furono svegliati dal rumore dell’urto con l’iceberg.  La Sagesser ricordò, dopo la tragedia, che Guggenheim si riferì al suo cameriere dicendogli: "Non importa, gli iceberg! Che cos'è un iceberg?" Guggenheim fu persuaso a risvegliarsi ed abbigliarsi; il cameriere del TITANIC, addetto alle camere, Etches Henry Samuel,  lo aiutò ad indossare un maglione pesante con il salvagente.
Dopo che il TITANIC incominciò ad affondare, giunse la notizia che vi erano imbarcazioni di salvataggio solo per la metà del numero dei passeggeri: la Aubart e la sua cameriera  entrarono nella scialuppa di salvataggio numero 9. Guggenheim si rivolse alla cameriera in tedesco, dicendo: "Ci rivedremo presto! E 'solo una riparazione. Domani il TITANIC sarà di nuovo in navigazione".
Rendendosi conto che la situazione era molto grave e di fronte ad una morte certa, e solamente dopo essersi assicurato che la signora Aubart e la sua cameriera, erano al sicuro su di una scialuppa, ed aver assistito altre donne e bambini ad entrare nelle barche di salvataggio, Benjamin Guggenheim ed  il suo cameriere restituirono  i propri giubbetti di salvataggio ad un ufficiale del TITANIC  quindi si recarono nella loro cabina per vestirsi con formali abiti da sera.
Benjamin Guggenheim è passato alla storia per un’osservazione. Mentre la nave era sul punto di affondare disse: "Abbiamo indossato i nostri vestiti migliori, e siamo pronti ad andare giù come signori". Guggenheim chiese successivamente ad un membro dell'equipaggio di recapitare un messaggio a sua moglie Florette. "Se dovesse accadermi qualcosa, dite a mia moglie a New York che ho fatto del mio meglio per fare il mio dovere."
La mattina del 15 aprile 1912, Benjamin Guggenheim ed il suo cameriere erano seduti sulle sedie, sorseggiando brandy e fumando sigari, mentre il TITANIC affondava.
I corpi di Benjamin Guggenheim, del suo cameriere Victor Giglio e del suo autista René Pernot, se furono recuperati, non furono mai identificati.
Nel suo testamento, Guggenheim dispose un terzo del suo patrimonio a sua moglie Florette e due terzi per le sue tre figlie, dopo aver fatto circa 115.000 dollari in donazioni.


 

 

Léontine Aubart ed Emma Sagesser furono raccolte dalla Carpathia.
La figlioccia di Pauline Léontine Ninette Aubart (deceduta nel 1964), Annie Panier Eliet, recentemente ha fatto incidere sulla sua tomba le parole "Superstite del TITANIC" (vedi fotografia sopra). A mia conoscenza, è l'unica superstite del naufragio del TITANIC sepolta in un cimitero di Parigi, e più esattamente al cimitero di Saint Vincent de Montmatre.


 
TITANIC di claudio bossi - TORNA ALLA HOME PAGE