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La raffinatezza delle installazioni sul TITANIC e la sua
decorazione lussuosa raccolsero i consensi dei passeggeri. Gli elementi decorativi
di maggior spessore erano, indiscutibilmente, la maestosa Grande Scala anteriore
(d'ora innanzi scalone "A") e la Grande Scala posteriore (d'ora
in poi scalone "B"). Tutti e due gli scaloni furono sormontati da
una cupola di vetro: lo scalone "A" era localizzato tra il primo
ed il secondo fumaiolo, lo scalone "B" tra il terzo ed il quarto fumaiolo.
Lo scalone "A" costituiva l'accesso principale a tutti i ponti che
servivano le installazioni di prima classe, collegando il ponte delle imbarcazioni
al ponte E. Aveva un'altezza di più di 18 metri e misurava quasi 5
metri di larghezza.
Non esistono purtroppo delle fotografie dell'epoca dei grandi scaloni, prese a bordo
del TITANIC. Uniche rimangono quelle scattate sulla nave
gemella, l'Olympic (fotografie sopra); vestiti per la cena con i loro
migliori abiti da sera, i passeggeri di prima classe (che disponevano anche
di tre ascensori situati dietro alla scala) scendevano lo scalone "A"
fino alla sala da pranzo sul ponte D.
Gli architetti dei cantieri Harland & Wolff, il cui coordinamento fu assicurato
da Alexander Montgomery Carlisle, responsabile dei progetti, dell'arredamento
e del dispositivo di salvataggio, fino alla sua pensione avvenuta nel 1910,
avevano concepito una decorazione derivata da una miscellanea di stili. Si
trovava così, a bordo del TITANIC, un campionario
quasi completo di tutti gli stili europei dei XVII e XVIII secolo. In particolare,
lo stile dello scalone "A" si era ispirato all'epoca Guglielmo III e Maria II
d'Inghilterra, vale a dire alla seconda metà del XVII secolo. Le pareti
erano rivestite di quercia e, al posto delle balaustre di questa epoca, i
decoratori avevano preferito delle balaustre di stile Luigi XIV, con uno scenario
di fiori e di fogliame; alcuni quadri (commissionati alla Crown & Pastore
a Haltwhistle in Inghilterra) decoravano i pianerottoli di ogni piano: non
furono mai ritrovati.
Ad ogni pianerottolo, lo scalone dominava sulle ampie hall illuminate
dalle delicate dorate lampade che scendevano dal soffitto.
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Dopo la salita della prima rampa,
decorava il pianerottolo, un grande orologio cinto di personaggi allegorici
che simboleggiavano "L'Onore e la Gloria incoronano il Tempo" (fotografia sopra) scolpito dall'artista Charles Wilson. Questo orologio
non poté essere installato in tempo prima che il TITANIC lasciò
Belfast, per le sue prove in mare. Un specchio venne sostituito allora e non
prese il suo posto che dopo l'arrivo del TITANIC a Southampton.
Dicevo, su questo murale scolpito si poterono ammirare due donne alate, le
allegorie, circostanti il Tempo, simboleggiato dall'orologio, mentre era
situata
a sinistra l'allegoria che simboleggia l'onore.
La donna, che rappresentava l'onore, al suo piede sinistro aveva un globo
mentre la sua mano teneva un'iscrizione su una tavoletta; a destra, era localizzata
l'allegoria che simboleggiava la Gloria. La sua gamba destra teneva un ramo
di alloro e lo stesso ai suoi piedi, era posta una corona sempre di alloro.
Su ogni pianerottolo c'erano grandi vani, illuminati da lampadari placcati
in oro, che ospitavano accoglienti salottini. Al piede del primo gradino,
sullo scalone "A", la scala era ornata di un cherubino di stile
XVII secolo, con una torcia: sullo scalone "B" si trovava invece
un grande candelabro. Fabbricato da Perry & Co a Londra, l'enorme lampadario
di cristallo, che portava 21 lampadine ad incandescenza, illuminava il
grande scalone di notte.
Sul pianerottolo dello scalone "A", dove si trovava l'orologio, i
passeggeri dovevano salire i 12 gradini di una delle due rampe di scale, quindi
altri 7 sempre di una delle due rampe superiori che consentivano l'accesso
al ponte imbarcazioni.
La testata di ogni gradino era protetto da uno zoccolo d'ottone; lo scalone,
come detto, era sormontato da una cupola, costituita da un insieme di pannelli
di vetro smerigliato incastonato in un rinforzo di ferro forgiato, che lasciava
filtrare la luce del giorno.
Sul ponte A, il grande scalone "A" emergeva sulla hall d'entrata
di prima classe; di fronte ai gradini, un corridoio conduceva alla sala di
lettura e di scrittura come pure al salone. Sul ponte D, emergeva un grande
salone di ricevimento, sempre di prima classe, attiguo alla sala da pranzo.
Di fronte alla scala, lungo la parete del salone di ricevimento, si trovava
un arazzo che rappresenta due cacciatori accompagnati da un cane; la doppia
rampa di scale conduceva sul ponte E. Il grande scalone "A" aveva
tuttavia un'estensione fino al ponte F: una semplice rampa dal ponte E al
ponte F permetteva di servirsi della piscina e del bagno turco: al vertice
della grande scala, si trovava l'accesso verso il ponte delle imbarcazioni.
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Nella parte posteriore della nave, tra il terzo ed
il quarto fumaiolo, si trovava
il grande scalone "B", controparte dello scalone "A",
che collegava il ponte A al ponte C. Meno grande e meno maestoso del grande
scalone "A", quest'ultimo era decorato in uno stile identico, con
stessi rivestimenti di quercia e le stesse ringhiere raffinate di ferro forgiato.
Il grande scalone "B" conduceva alla sala di ricevimento, ricoperta
con pannelli bianchi, che era adiacente alla sala da pranzo. Al momento del
naufragio, la rottura della nave si produsse appena al livello di questo scalone
"B", cosa che spiega il perché siano stati scoperti maggiormente
pezzi ed oggetti diversi che provengono da questa scala che dalla sua omologa.
I pannelli e le balaustre di legno che hanno adornato le scale sono ormai
introvabili poiché corrosi dai batteri che regnano nei fondi subacquei;
quanto ai rinforzi delle scale e delle cupole, fatti d'acciaio o di ferro
forgiato, le varie spedizioni non hanno trovato traccia: vuoi che siano nascoste
nel fango del fondale marino, vuoi che siano anche state preda degli stessi
microrganismi marini.
Del grande scalone "A", oggi non resta più nulla.
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