Biografie degli italiani del TITANIC

Come già scritto in un precedente capitolo, gli italiani a bordo del TITANIC, furono trentasei. Nel computo debbo registrare  una sola presenza femminile (Argene Genovesi): tutti gli altri erano maschi. Di questi trentasei connazionali, solamente sei erano passeggeri veri e propri, mentre i rimanenti erano membri dell’equipaggio, e più esattamente erano al soldo di Luigi Gatti, il manager dei ristoranti a bordo del transatlantico.
Purtroppo non mi è stato acconsentito far ricerche negli archivi italiani ed a poco o nulla sono valse le mail, indirizzate a vari enti preposti, per aver ragguagli biografici dei nostri sfortunati connazionali. Le scarne notizie di cui suò leggere in calce provengono perlopiù dagli archivi inglesi ed americani, quindi anche di difficile interpretazione: in qualche caso è stato possibile ricavarne solamente l'età anagrafica e nemmeno la provenienza! In qualche raro caso la fattiva collaborazione di qualche giornalista e/o ricercatore locale, mi ha permesso di assemblare qualche informazione meno telegrafica.
Si prende un esempio che può benissimo essere calzare a pennello per tutti i nostri sfortunati connazionali.
Giovanni Salussolia, 25 anni (e quella fu, più o meno, l'età media dei nostri "eroi"), era una persona come tutti gli altri, quelle persone che vivevano in un piccolo paese di provincia. La sua vita però non doveva fermarsi lì, ma in mezzo all'Oceano Atlantico, dove, verso le ore due del mattino, del 15 aprile 1912, si fermò insieme a tante altre persone. Oggi di Giovanni, è rimasto solo una fotografia. Si era imbarcato sulla nave inaffondabile, "unsinkable", così dicevano quelli della White Star Line, i proprietari della nave. Su quella nave non c'erano solamente illustri personaggi, la nobiltà del tempo, ma anche molte persone in cerca di fortuna in America o come Giovanni Salussolia, che svolgevano lavori di servizio sulla nave. Lui era un "glassman", cioè aveva a che fare con tutto ciò che comportava l'uso delle cristalliere. Il giorno 10 aprile 1912 quando si era imbarcato, doveva essere il suo ultimo viaggio.
Non si hanno notizie certe sul ritrovamento del corpo o se sia stato possibile la sua identificazione.
Una cosa è certa però: quella di Giovanni, anche se non è catalogata come una storia "eroica", rimarrà sempre una storia di uno di noi, di una persona comune, di un giovane andato all'estero per cercar lavoro come tanti altri emigranti italiani, che come lui volevano soltanto guadagnarsi la "pagnotta".

Antonio Battista Allaria, 22 anni, nacque a Molini di Triora, (provincia di Imperia), il 31 maggio 1889, figlio di Antonio e Anna Maria Caldani.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, diede indirizzo il 9 Orchard Place di Southampton. La sua ultima nave fu l’Olympic.
Allaria morì nel naufragio, il suo corpo fu poi recuperato dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 221) e fu sepolto nel cimitero di Fairview, Halifax, Nova Scotia, in data 6 maggio 1912.

Ugo Banfi, 24 anni, nacque a Caravaggio (provincia di Bergamo), il 9 dicmbre 1887, figlio di Giuseppe Antonio e Francesca Paltenghi.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 9 aprile 1912, diede indirizzo il 23 Aubert Finsbury Park, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Banfi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato. Nel Cimitero di Caravaggio c'è una lapide in sua memoria. 
I genitori ricevettero una sovvenzione di 60 sterline per la perdita del loro caro.

Giovanni Basilico, 27 anni, nacque a Ceriano Laghetto (provincia di Milano), il 14 febbraio 1885, figlio di Cesare e di Giuseppa Natalina Campi. 
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, diede indirizzo il 27 Old Compton Street, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Basilico morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato. 
I genitori ricevettero una sovvenzione di 25 sterline per la perdita del loro figlio.

Battista Bernardi, 22 anni, nacque a Roccabruna (provincia di Cuneo). 
Il suo indirizzo in Inghilterra fu al 113, High Street, Notting Hill Gate, Londra. Prima di essere assunto sul TITANIC, come assistente cameriere nel Ristorante A’ la Carte, aveva servito presso il Ritz Hotel di Londra.
Bernardi morì nel naufragio, il suo corpo fu poi recuperato (cadavere contrassegnato dal numero 215) dal MacKay Bennett, e fu sepolto presso il Mount Olivet Cemetery, Halifax, Nova Scotia, l'8 maggio 1912.

Davide Beux, 26 anni, nacque a Gerbido, frazione del comune di San Germano Chisone (provincia di Torino). 
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 5 Beauchamp Place, Brompton Road, S.W. Londra. 
Beux morì
nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Pietro Giuseppe Bochet, 43 anni, nacque a Saint-Pierre (provincia di Aosta), il 29 settembre 1868, figlio del fu Giacomo e Maria Rosa Paillex.
Il 9 settembre 1896 Pietro si sposò, a La Thuille, con Maria Eugenia Dorotea Martinet. Essi poi adottarono un bambino. 
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, diede indirizzo il 4 Tonbridge House, Mercer Street, Long Acre, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Bochet morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Giulio Casali, 32 anni, nacque a Milano, ma residente al 50, Greek Street, Soho, Londra. Sul TITANIC fu cameriere di sala del Ristorante A’ la Carte. 
Casali morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Francesco Celotti, 24 anni, s'imbarcò sul TITANIC a Southampton come passeggero di terza classe. Non è conosciuta la sua destinazione finale. 
Celotti morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Gianni De Marsico, 20 anni, nacque a Milano, ma residente al 20, Church Street, Soho, Londra. Sul TITANIC fu assistente cameriere del Ristorante A’ la Carte. 
De Marsico morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Sebastiano Del Carlo, 29 anni, nacque a Capannori, (provincia di Lucca), il 11 marzo 1883, figlio di Luigi e Clemente Pego. 
Sebastiano si era sposato un paio di mesi prima di imbarcarsi sul TITANIC,  il 20 febbraio 1912, con Argene Genovesi. I coniugi salirono a Cherbourg, come i passeggeri di seconda classe. Essi erano diretti in California.
Del Carlo morì nel naufragio. Il suo corpo fu recuperato dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 295).

Italo Francesco Donati, 17 anni, nacque a Casalmaggiore (provincia di Cremona),  il 30 giugno 1894, figlio di Vincenzo e Selene Carotti.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 3 Whitfield Street, Tottenham Court Road, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Donati morì nel naufragio, il suo corpo fu recuperato dal Minia (cadavere contrassegnato dal numero 311) e sepolto nel cimitero Fairview, Halifax, Nova Scotia, il 10 maggio 1912.

Luigi Finoli nacque ad Atessa (provincia di Chieti),  il 10 settembre 1877, figlio di Vincenzo e Carolina Carnevale. 
Sposato a Rosa Ciccone, Finoli, che viveva in America, era venuto in Italia a far visita a parenti e stava ritornando negli States dalla famiglia. Salì sul TITANIC a Southampton come passeggero di terza classe. Egli si salvò a bordo della scialuppa di salvataggio numero 15.

Giuseppe Fioravanti , 23 anni, nacque a Burolo (provincia di Torino), il 14 dicembre 1888, figlio di Domenico e Angela Glauda Bertoldo.
Quando firmò il contratto per lavorare (addetto al retrocucina) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 52 St. James Street, Little Poulteney, Southampton. Il TITANIC fu la sua prima nave. Fioravanti morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Gaspare Antonio Pietro Gatti, su di lui vedi il capitolo “Il gestore dei ristoranti ed i cuochi”.

Argene Genovesi, 24 anni, nacque il 6 novembre 1887 a Montecarlo (provincia di Lucca). Era la figlia di Augusto. 
Salì a bordo del TITANIC, come passeggera di seconda classe, insieme a suo marito Sebastiano Del Carlo a Cherbourg. Il marito morì nel naufragio, ma Argene fu salvata dalla Carpathia, recuperata dalla scialuppa di salvataggio numero 11.
Argene era incinta al momento del naufragio (vedi capitolo "Passeggeri in "incognito""): sua figlia Maria Salvata  (vedi il capitolo “L’ultima superstite italiana del TITANIC“) nacque il 14 novembre 1912.
Dopo la tragedia Argene Genovesi tornò ben presto in Italia a bordo del Cretic il 18 maggio successivo. Morì l'8 ottobre 1970.

Vincenzo Pio Gilardino, 31 anni, nacque a Canelli (provincia di Asti), il 27 gennaio 1881, figlio di Umberto e Giovanna Muratore.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 15 Bellevue Road, Southampton. 
Gilardino morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Serafino Emilio Mangiavacchi, nativo di Firenze, salì a bordo del TITANIC a Cherbourg come passeggero di seconda classe, per raggiungere la sua destinazione New York.
Mangiavacchi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Alfonso Meo, 48 anni, musicista. Salì a bordo del TITANIC a Southampton come passeggero di terza classe. 
Meo ha perso la vita nel disastro. Il suo corpo fu  recuperato dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 201). Meo fu sepolto nel cimitero Fairview di Halifax, Nova Scotia, il 10 maggio 1912.

Francesco Luigi Arcangelo Nannini, 42 anni, nacque il 3 febbraio 1870 a Marradi (provincia di Firenze), figlio di Antonio e Giuseppina Albonetti. 
Francesco si era sposato il 26 agosto 1893 con Emilia Bargellini. 
Quando firmò il contratto per lavorare (capo cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 33 Aubert Parco, Finsbury N., Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Nannini morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Alberto Peracchio, 20 anni, nacque il 7 aprile 1892 a Fubine (provincia di Alessandria), figlio di Carlo e Luigia Accornero.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere del Ristorante A’ la Carte) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 4 Richmond Buildings, Dean Street, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Alberto Peracchio morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Sebastiano Peracchio, 18 anni, nacque il 10 maggio 1894 a Fubine (provincia di Alessandria), figlio di Carlo e Luigia Accornero e fratello di Alberto.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere del Ristorante A’ la Carte) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 4 Richmond Buildings, Dean Street, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Sebastiano Peracchio morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
Nelle primi edizioni del Corriere della Sera immediatamente successive alla tragedia del TITANIC, è stato riferito che i fratelli Peracchio si erano salvati!

Alfonso Perotti, 20 anni, nacque a Borgomanero (provincia di Novara), il 15 agosto 1891, figlio di Giuseppe e Ermenegilda Serafina Del Piombo.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo il 2 Denmark Place, Charing Cross Road, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Perotti morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
Per ulteriori notizie vedi il capitolo “I novaresi del TITANIC”.

Emilio Poggi, 26 anni, nacque a Calice Ligure, (provincia di Savona), nel dicembre 1883.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, diede indirizzo Bowling Green House, Orchard Place, Southampton.
Poggi morì nel naufragio; il suo corpo fu poi recuperato dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 301), e fu sepolto nel cimitero di Fairview di Halifax, Nova Scotia, l'8 maggio 1912.

Emilio Ilario Giuseppe Portaluppi nacque il 15 ottobre 1881 ad Arcisate, un paese pochi chilometri a nord di Varese. Figlio di Carlo e Giuseppa Peratti, il Portaluppi è cresciuto sbozzando e lavorando la pietra non ebbe esitazioni a seguire la strada già avviata da centinaia di migranti della Valceresio e partì per Barre, Vermont (USA), la capitale mondiale del granito, nel 1903. Il suo talento tecnico e artistico lo portò a Milford, New Hampshire. Venne decritto come scultore più che scalpellino, cosa che lo fece emergere alla Tonella & Sons Granite and Manufacturing Company, azienda specializzata in monumenti funerari di ogni tipo, ma anche nella pavimentazioni e opere in pietra. 
Portaluppi, in America sempre, si era sposato nel 1903
con la concittadina Caterina Pelegatta, dalla quale aveva avuto una figlia Ines, si poi separò dalla moglie nel 1910: madre e figlia tornarono in Italia. Nell’autunno del 1911 Portaluppi fece un viaggio in Italia per rivedere la famiglia. Nella primavera del 1912 decise di ritornare in America e acquistò un biglietto di seconda classe sul TITANIC. Si imbarcò a Cherbourg. 
Il suo racconto della traversata è probabilmente confluito più tardi nelle spiegazioni che diede ai  nipoti durante le passeggiate della sua vecchiaia piena di vicissitudini e tanto vagare. Della notte del 14 aprile 1912 si ricordava che, di certo, quella sera si era coricato presto. Fu destato da un tremendo scossone, che altro non era che la conseguenza dello scontro con l’iceberg e forse dall’esplosione delle caldaie. Pensò anche di esser già attraccato al molo di New York. Salì in coperta dove non notò niente di strano, ma ebbe la sensazione che doveva essere successo qualcosa. Rientrò in cabina, si rivestì e ritornò in coperta proprio mentre calavano una scialuppa di salvataggio. La numero 14. Portaluppi asserì di essere caduto accidentalmente in mare e di avere nuotato per almeno due ore prima di essere ripescato da una scialuppa. Forse potrebbe essersi imbarcato sulla scialuppa stessa mentre veniva calata in acqua. 
Ricordi discordi ed anche immagini giornalistiche inventate o giù di lì. 
Portaluppi fu salvato dalla Carpathia. La lista passeggeri compilata nei dettagli ne declinò le generalità: sposato, scultore di Arusati (Arcisate), diretto a Milford, New Hampshire. Data di arrivo a New York: 18 aprile 1912. I giornali locali diedero ampio spazio alla sua vicenda e posero l’accento sul trauma emotivo creato dall’affondamento della nave, dalla tragedia causata dalle centinaia di persone che aveva visto galleggiare sull’acqua o perdere la vita e dalla prolungata permanenza in mare senza precise notizie sul futuro.
Emilio Portaluppi, in seguito alla tragedia, sporse pure reclamo per la perdita di una fotografia di Garibaldi con dedica valutata 3.000 dollari!
La paura dell’acqua non gli impedì nel 1914 di riprendere la via del mare per tornare in Italia, dove prese parte alla prima guerra mondiale nell’esercito italiano. Nel 1919 lo troviamo nuovamente negli USA a Passaic, New Jersey. Vicende alterne con frequenti viaggi tra Stati Uniti e Italia. Problemi con la cittadinanza e con la famiglia. 
Ogni tanto trascorreva qualche vacanza ad Alassio dove la fama di sopravvissuto del TITANIC lo aveva preceduto e accompagnato nelle sue passeggiate sul lungomare. 
Forse qualcuno, tra i non più giovani, si ricorderà di quel vecchio ometto distinto che con il suo bastone, per oltre venti anni dal 60 all’80 del secolo scorso, ha vissuto in pensione ad Alassio che parlava amichevolmente con tutti e tutti riconoscevano perché era l’ultimo italiano tra i superstiti del naufragio del TITANIC. Ogni anno, il giorno dell’anniversario, il Portaluppi celebrava, al ristorante, nell'anniversario del naufragio, il suo compleanno con trent’anni in meno, perché lui diceva giustamente che essendo scampato alla morte si riteneva rinato in quel giorno e siccome allora aveva trent’anni li contava in meno; ragionamento logico!  Per l’occasione era organizzato un grande pranzo cui erano invitati autorità e giornalisti.La cosa procurava notevole risonanza perché abbondavano gli articoli e le foto su giornali e riviste che pubblicavano la vera storia del naufragio, con particolari inediti arricchiti dal vecchio professore con molti particolari, così come quello di essere stato salvato dalla proprietaria (?!) del “Times”. Costei, che si trovava sulla scialuppa a cui il Portaluppi si avvicinò, intercesse per lui tirandolo a bordo mentre i marinai lo allontanavano con i remi; e lui aveva una pistola di madreperla n bocca, raccolta prima di buttarsi dalla nave, tra i flutti gelati per il ghiaccio. Pistola che dovettero strappargli di bocca poco a poco; la signora in questione era Lady Astor
.
Portaluppi fece un ultimo viaggio in Italia nel 1972. L’ultimo, per restare poi definitivamente a trascorrere gli ultimi anni ad Arcisate, accanto alla figlia e alla sua famiglia. 
Emilio Portaluppi, uno dei quattro miracolati del TITANIC, tratti in salvo dalle acque gelide dell’Oceano Atlantico, morì ultranovantenne il 18 giugno 1974.

Enrico Rinaldo Ratti, 21 anni, nacque a Cassano d'Adda (provincia di Milano), il 30 novembre 1890, figlio di Anselmo e Francesca Valagussa.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 5 Lumber Court, St. Martins Lane, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Ratti morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Rinaldo Renato Ricaldone, 21 anni, nacque il 20 settembre 1889 ad Alessandria, figlio di Giovanni Battista e Giuseppina Grappiola.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 50 Greek Street, Soho,  Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Ricaldone morì nel naufragio, il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Angelo Mario Rotta, 23 anni, nacque a Novara, il 1° maggio 1888.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 10 West Street, St. Martin's Lane, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Rotta morì nel naufragio, il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
Su di lui vedi ulteriori notizie nel capitolo "I novaresi del TITANIC".

Giovanni Giuseppe Emilio Saccaggi, 24 anni, nacque a Cannobio (Verbania), l’8 settembre 1887, figlio di Luigi e Maria Gabbani.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 20 Ponsonby Place, Westminster, Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Saccaggi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
Su di lui vedi ulteriori notizie nel capitolo "I novaresi del TITANIC".

Giovanni Salussolia, 25 anni, nacque ad Alice Castello (provincia di Vercelli), il 9 giugno 1886, figlio di Antonio e Teresa Ellena.
Quando firmò il contratto per lavorare (addetto ai bicchieri)  a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 7 Coldbath Square, Torrington Road, Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Salussolia morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Candido Scavino, 42 anni, nacque a Guarene (provincia di Cuneo), il 30 aprile 1869, il figlio di Giovanni e Anna Frejlino.
Quando firmò il contratto per lavorare (macellaio) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 19 Stonebridge, 231 Hampstead Road, Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Scavino morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Giacomo Sesia, 24 anni.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 3 Little Pulteney Chambers, Poulteney St., Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Sesia morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Ercole Testoni, 23 anni, nacque a Bagni di Lucca (provincia di Lucca), il 14 ottobre 1888, figlio di Pietro e Maria Stefanelli.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente addetto ai bicchieri) a bordo del TITANIC il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 32 St. James Buildings, Little Poultenay Street, W.C. Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Testoni morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Roberto Urbini, 22 anni. 
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, ha dato indirizzo il 16 Manette Street, Charing Cross, Londra.
Urbini morì nel naufragio, il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato: suo padre ricevette un assegno di sostegno di 60 sterline dal TITANIC Relief Fund.

Ettore Luigi Valvassori, 35 anni, nacque il 1° agosto 1876 a Montodine (provincia di Cremona).
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 7 Great Russell Street, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Valvassori morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Roberto Vioni, 18 anni, nacque a Roma.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo l’8 Lynton Mansions, Kennington Road, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave. 
Vioni morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.

Luigi Zarracchi, 26 anni.
Quando firmò il contratto per lavorare (somelier/addetto al vino) a bordo del TITANIC, il 6 aprile 1912, ha dato indirizzo il 9 Orchard Place, Southampton. La sua precedente nave fu l’Olympic.
Zarracchi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.


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