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Come già scritto in un precedente capitolo, gli italiani a bordo del TITANIC, furono trentasei. Nel computo debbo registrare una sola
presenza femminile (Argene Genovesi): tutti gli altri erano maschi. Di
questi trentasei connazionali, solamente sei erano passeggeri veri e
propri, mentre i rimanenti erano membri dell’equipaggio, e più
esattamente erano al soldo di Luigi Gatti, il manager dei ristoranti a bordo
del transatlantico.
Purtroppo non mi è stato acconsentito far ricerche negli archivi
italiani ed a poco o nulla sono valse le mail, indirizzate a vari enti
preposti, per aver ragguagli biografici dei nostri sfortunati
connazionali. Le scarne notizie di cui suò leggere in calce
provengono perlopiù dagli archivi inglesi ed americani, quindi anche
di difficile interpretazione: in qualche caso è stato possibile
ricavarne solamente l'età anagrafica e nemmeno la provenienza! In qualche raro caso la fattiva
collaborazione di qualche giornalista e/o ricercatore locale, mi ha
permesso di assemblare qualche informazione meno telegrafica.
Si prende un esempio che può benissimo essere calzare a pennello per
tutti i nostri sfortunati connazionali.
Giovanni Salussolia, 25 anni (e quella fu, più o meno, l'età media dei nostri
"eroi"), era
una persona come tutti gli altri, quelle persone che
vivevano in un piccolo paese di provincia. La sua vita però non
doveva fermarsi lì, ma in mezzo all'Oceano Atlantico,
dove, verso le ore due del mattino, del 15 aprile 1912, si fermò
insieme a tante altre persone. Oggi di Giovanni, è rimasto solo una
fotografia. Si era imbarcato
sulla nave inaffondabile, "unsinkable", così dicevano quelli
della White Star Line, i proprietari della nave. Su quella nave non c'erano solamente illustri
personaggi, la nobiltà del tempo, ma anche molte persone in cerca di
fortuna in America o come Giovanni Salussolia, che svolgevano lavori
di servizio sulla nave. Lui era un "glassman", cioè aveva a
che fare con tutto ciò che comportava l'uso delle cristalliere. Il
giorno 10 aprile 1912 quando si era imbarcato, doveva essere il suo ultimo viaggio.
Non si hanno notizie certe sul ritrovamento del corpo o se sia stato
possibile la sua identificazione.
Una cosa è certa però: quella di Giovanni, anche se non è
catalogata come una storia "eroica", rimarrà sempre una
storia di uno di noi, di una persona comune, di un giovane andato
all'estero per cercar lavoro come tanti altri emigranti italiani, che
come lui volevano soltanto guadagnarsi la "pagnotta".
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Antonio Battista Allaria, 22 anni, nacque a Molini di Triora, (provincia di
Imperia), il 31 maggio 1889, figlio di Antonio e Anna
Maria Caldani.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo
del TITANIC, il 6 aprile 1912, diede indirizzo il 9 Orchard Place di
Southampton. La sua ultima nave fu l’Olympic.
Allaria morì nel naufragio, il suo corpo fu poi recuperato dal MacKay
Bennett
(cadavere contrassegnato dal numero 221) e fu sepolto nel cimitero di
Fairview, Halifax, Nova Scotia, in data 6 maggio 1912.
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Ugo Banfi, 24 anni, nacque a Caravaggio (provincia
di Bergamo),
il 9 dicmbre 1887, figlio di Giuseppe Antonio e Francesca Paltenghi.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC,
il 9 aprile 1912, diede indirizzo
il 23 Aubert Finsbury Park, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Banfi morì nel naufragio. Il
suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato. Nel Cimitero di Caravaggio c'è una lapide in sua
memoria.
I genitori ricevettero una sovvenzione di 60 sterline per la
perdita del loro caro.
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Giovanni Basilico, 27 anni, nacque a Ceriano Laghetto (provincia di
Milano), il 14
febbraio 1885, figlio di Cesare e di Giuseppa Natalina Campi.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, diede indirizzo il 27 Old Compton Street, Londra. Il
TITANIC fu la sua prima nave.
Basilico morì nel naufragio. Il
suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
I genitori ricevettero una sovvenzione di 25 sterline per la
perdita del loro figlio.
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Battista Bernardi, 22 anni, nacque a Roccabruna (provincia di Cuneo).
Il suo
indirizzo in Inghilterra fu al 113, High Street, Notting Hill Gate,
Londra. Prima di essere assunto sul TITANIC, come assistente cameriere nel
Ristorante A’ la Carte, aveva servito presso il Ritz Hotel di
Londra.
Bernardi morì nel naufragio, il suo corpo fu poi recuperato (cadavere
contrassegnato dal numero 215) dal MacKay Bennett, e fu sepolto presso
il Mount Olivet Cemetery, Halifax, Nova Scotia, l'8 maggio 1912.
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Davide Beux, 26 anni, nacque a Gerbido,
frazione del comune di San Germano Chisone (provincia di Torino).
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del
TITANIC, diede indirizzo il 5
Beauchamp Place, Brompton Road, S.W. Londra.
Beux morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Pietro Giuseppe Bochet, 43 anni, nacque a Saint-Pierre (provincia di
Aosta), il 29
settembre 1868, figlio del fu Giacomo e Maria Rosa Paillex.
Il 9 settembre 1896 Pietro si sposò, a La Thuille, con Maria Eugenia
Dorotea Martinet. Essi poi adottarono un bambino.
Quando firmò il contratto per lavorare
(cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, diede indirizzo
il 4 Tonbridge House, Mercer Street, Long Acre, Londra. Il TITANIC fu
la sua prima nave.
Bochet morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Giulio Casali, 32
anni, nacque a Milano, ma residente al 50, Greek Street, Soho, Londra.
Sul TITANIC fu cameriere di sala del Ristorante A’ la Carte.
Casali morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Francesco Celotti, 24 anni, s'imbarcò sul TITANIC a Southampton
come passeggero di terza classe. Non è conosciuta la sua destinazione
finale.
Celotti morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Gianni De Marsico, 20 anni, nacque a Milano, ma residente al 20, Church
Street, Soho, Londra. Sul TITANIC fu assistente cameriere del Ristorante A’ la Carte.
De Marsico morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Sebastiano Del Carlo,
29 anni, nacque a Capannori, (provincia di Lucca), il 11 marzo 1883, figlio di Luigi
e Clemente Pego.
Sebastiano si era sposato un paio di mesi prima di imbarcarsi sul TITANIC, il 20 febbraio 1912, con Argene
Genovesi. I coniugi salirono a Cherbourg, come i
passeggeri di seconda classe. Essi erano diretti in California.
Del Carlo morì nel naufragio. Il suo corpo fu recuperato
dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 295).
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Italo Francesco Donati, 17 anni, nacque a Casalmaggiore (provincia di
Cremona), il
30 giugno 1894, figlio di Vincenzo e Selene Carotti.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del
TITANIC, diede
indirizzo il 3 Whitfield Street, Tottenham Court Road, Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Donati morì nel naufragio, il suo corpo
fu recuperato dal Minia (cadavere contrassegnato dal numero
311) e sepolto nel cimitero Fairview, Halifax, Nova Scotia, il 10
maggio 1912.
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Luigi Finoli nacque ad Atessa (provincia di Chieti),
il 10
settembre 1877, figlio di Vincenzo e Carolina Carnevale.
Sposato a Rosa Ciccone, Finoli, che viveva in
America, era venuto in Italia a far visita a parenti e stava
ritornando negli States dalla famiglia. Salì sul TITANIC a Southampton come
passeggero di terza classe. Egli si salvò a bordo della scialuppa di
salvataggio numero 15.
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Giuseppe Fioravanti , 23 anni, nacque a Burolo (provincia di Torino), il 14
dicembre 1888, figlio di Domenico e Angela Glauda Bertoldo.
Quando firmò il contratto per lavorare (addetto al retrocucina) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo il 52 St. James Street, Little Poulteney, Southampton. Il TITANIC fu la sua prima nave. Fioravanti
morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Gaspare Antonio Pietro Gatti, su di lui vedi il capitolo “Il gestore dei
ristoranti ed i
cuochi”.
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Argene Genovesi, 24
anni, nacque il 6 novembre 1887 a Montecarlo (provincia di Lucca). Era la figlia di
Augusto.
Salì a bordo del TITANIC, come passeggera di seconda classe,
insieme a suo marito Sebastiano Del Carlo a Cherbourg. Il marito morì nel naufragio, ma Argene fu salvata dalla
Carpathia,
recuperata dalla scialuppa di salvataggio numero 11.
Argene era incinta al momento del naufragio (vedi capitolo "Passeggeri
in "incognito""): sua figlia Maria Salvata
(vedi
il capitolo “L’ultima superstite italiana
del TITANIC“) nacque il 14 novembre 1912.
Dopo la tragedia Argene
Genovesi tornò ben presto in Italia a bordo del Cretic il 18 maggio
successivo. Morì l'8 ottobre 1970.
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Vincenzo Pio Gilardino, 31 anni, nacque a Canelli (provincia di Asti), il 27
gennaio 1881, figlio di Umberto e Giovanna Muratore.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo il 15 Bellevue Road, Southampton.
Gilardino morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Serafino Emilio Mangiavacchi, nativo di Firenze, salì a bordo del TITANIC a Cherbourg come
passeggero di seconda classe, per raggiungere
la sua destinazione New York.
Mangiavacchi morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Alfonso Meo, 48 anni, musicista. Salì a bordo del TITANIC a
Southampton come passeggero di terza classe.
Meo ha perso la vita nel
disastro. Il suo corpo fu recuperato
dal MacKay Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 201).
Meo fu sepolto nel cimitero Fairview di Halifax, Nova Scotia, il 10 maggio 1912.
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Francesco Luigi Arcangelo Nannini, 42 anni, nacque
il 3 febbraio 1870 a Marradi (provincia di Firenze), figlio di Antonio e
Giuseppina Albonetti.
Francesco si era sposato il 26 agosto 1893 con Emilia
Bargellini.
Quando firmò il contratto per lavorare (capo cameriere) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo il 33 Aubert Parco, Finsbury N., Londra. Il TITANIC fu la
sua prima nave.
Nannini morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Alberto Peracchio, 20 anni, nacque il 7 aprile 1892 a Fubine (provincia
di Alessandria), figlio di Carlo e Luigia Accornero.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere del Ristorante A’ la
Carte) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo il 4 Richmond Buildings, Dean Street, Londra. Il TITANIC
fu
la sua prima nave.
Alberto Peracchio morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato,
non fu mai identificato.
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Sebastiano Peracchio, 18 anni, nacque il 10 maggio 1894 a Fubine (provincia
di Alessandria), figlio di Carlo e Luigia Accornero e fratello di
Alberto.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere del Ristorante A’ la
Carte) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo il 4 Richmond Buildings, Dean Street, Londra. Il TITANIC
fu
la sua prima nave.
Sebastiano Peracchio morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato,
non fu mai identificato.
Nelle primi edizioni del Corriere della Sera immediatamente successive
alla tragedia del TITANIC, è stato riferito che i fratelli Peracchio
si erano salvati!
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Alfonso Perotti, 20 anni, nacque a Borgomanero (provincia di Novara), il 15 agosto
1891, figlio di
Giuseppe e Ermenegilda Serafina Del Piombo.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del
TITANIC,
diede indirizzo il 2 Denmark Place, Charing Cross Road, Londra. Il TITANIC
fu la sua prima nave.
Perotti morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
Per ulteriori notizie vedi il capitolo “I
novaresi del TITANIC”.
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Emilio Poggi, 26 anni, nacque a Calice Ligure, (provincia di Savona), nel dicembre
1883.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, diede
indirizzo Bowling Green House, Orchard Place, Southampton.
Poggi morì nel naufragio; il suo corpo fu poi recuperato dal MacKay
Bennett (cadavere contrassegnato dal numero 301), e fu sepolto nel
cimitero di Fairview di Halifax, Nova Scotia, l'8 maggio 1912.
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Emilio Ilario Giuseppe Portaluppi nacque il 15 ottobre
1881 ad Arcisate, un paese pochi chilometri a nord di Varese. Figlio
di Carlo e Giuseppa Peratti, il Portaluppi è cresciuto sbozzando e lavorando la pietra non ebbe esitazioni a
seguire la strada già avviata da centinaia di migranti della
Valceresio e partì per Barre, Vermont (USA), la capitale mondiale del
granito, nel 1903. Il suo talento tecnico e artistico lo portò a
Milford, New Hampshire. Venne decritto come scultore più che
scalpellino, cosa che lo fece emergere alla Tonella & Sons
Granite and Manufacturing Company, azienda specializzata in monumenti funerari
di ogni tipo, ma anche nella pavimentazioni e opere in pietra.
Portaluppi, in America sempre, si era sposato nel 1903 con la concittadina Caterina Pelegatta,
dalla quale aveva avuto una figlia Ines, si poi separò dalla moglie nel
1910: madre e
figlia tornarono in Italia. Nell’autunno del 1911 Portaluppi fece un
viaggio in Italia per rivedere la famiglia. Nella primavera del 1912
decise di ritornare in America e acquistò un biglietto di seconda
classe sul TITANIC. Si imbarcò a Cherbourg.
Il suo
racconto della traversata è probabilmente confluito più tardi nelle
spiegazioni che diede ai nipoti durante le passeggiate della sua
vecchiaia piena di vicissitudini e tanto vagare. Della notte del 14 aprile
1912 si ricordava che, di
certo, quella sera si era coricato presto. Fu destato da un tremendo
scossone, che altro non era che la conseguenza dello scontro con
l’iceberg e forse dall’esplosione delle caldaie. Pensò anche di
esser già attraccato al molo di New York. Salì in coperta dove non
notò niente di strano, ma ebbe la sensazione che doveva essere
successo qualcosa. Rientrò in cabina, si rivestì e ritornò in
coperta proprio mentre calavano una scialuppa di salvataggio. La numero
14. Portaluppi asserì di essere caduto accidentalmente in mare e di
avere nuotato per almeno due ore prima di essere ripescato da una
scialuppa. Forse potrebbe essersi imbarcato sulla scialuppa stessa
mentre veniva calata in acqua.
Ricordi discordi ed anche immagini
giornalistiche inventate o giù di lì.
Portaluppi fu salvato dalla Carpathia. La lista passeggeri compilata nei dettagli ne
declinò le
generalità: sposato, scultore di Arusati (Arcisate), diretto a
Milford, New Hampshire. Data di arrivo a New York: 18 aprile 1912. I
giornali locali diedero ampio spazio alla sua vicenda e posero
l’accento sul trauma emotivo creato dall’affondamento della nave,
dalla tragedia causata dalle centinaia di persone che aveva visto
galleggiare sull’acqua o perdere la vita e dalla prolungata
permanenza in mare senza precise notizie sul futuro.
Emilio Portaluppi, in seguito alla tragedia, sporse pure reclamo per
la perdita di una fotografia di Garibaldi con dedica valutata 3.000
dollari!
La paura dell’acqua non gli impedì nel 1914 di riprendere la via
del mare per tornare in Italia, dove prese parte alla prima guerra
mondiale nell’esercito italiano. Nel 1919 lo troviamo nuovamente
negli USA a Passaic, New Jersey. Vicende alterne con frequenti
viaggi tra Stati Uniti e Italia. Problemi con la cittadinanza e con la
famiglia.
Ogni tanto trascorreva qualche vacanza ad Alassio dove la fama di
sopravvissuto del TITANIC lo aveva preceduto e accompagnato nelle sue
passeggiate sul lungomare.
Forse qualcuno, tra i non più
giovani, si ricorderà di quel vecchio
ometto distinto che con il
suo bastone, per oltre
venti anni dal 60 all’80 del secolo
scorso, ha vissuto in pensione
ad Alassio
che parlava
amichevolmente con tutti e tutti
riconoscevano perché era l’ultimo italiano tra i superstiti del
naufragio del TITANIC. Ogni anno, il
giorno dell’anniversario, il Portaluppi celebrava, al ristorante,
nell'anniversario del naufragio,
il suo compleanno con trent’anni in meno, perché lui diceva
giustamente che essendo
scampato alla morte si riteneva
rinato in quel giorno e siccome
allora aveva trent’anni li contava
in meno; ragionamento logico! Per l’occasione era organizzato un grande pranzo cui erano invitati
autorità e giornalisti.La cosa procurava notevole risonanza
perché abbondavano gli
articoli e le foto su giornali e riviste
che pubblicavano la vera
storia del naufragio, con particolari
inediti arricchiti dal vecchio
professore con molti particolari, così come quello di essere stato
salvato dalla proprietaria (?!) del
“Times”. Costei, che si trovava sulla scialuppa a cui il Portaluppi si avvicinò,
intercesse per lui tirandolo
a bordo mentre i marinai
lo allontanavano con i remi;
e lui aveva una pistola di madreperla
n bocca, raccolta prima di
buttarsi dalla nave, tra i flutti gelati per il ghiaccio. Pistola che dovettero strappargli
di bocca poco a poco; la signora in questione era Lady Astor.
Portaluppi fece un ultimo viaggio in Italia nel 1972. L’ultimo, per restare poi
definitivamente a
trascorrere gli ultimi anni ad Arcisate, accanto alla figlia e alla sua
famiglia. Emilio
Portaluppi, uno dei quattro miracolati del TITANIC, tratti in
salvo dalle acque gelide dell’Oceano Atlantico, morì
ultranovantenne il 18 giugno 1974.
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Enrico Rinaldo Ratti, 21 anni, nacque a Cassano d'Adda (provincia di
Milano), il 30 novembre 1890, figlio di Anselmo e Francesca Valagussa.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 5 Lumber Court, St. Martins Lane,
Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Ratti morì nel naufragio. Il
suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
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Rinaldo Renato Ricaldone, 21 anni, nacque il
20 settembre 1889 ad Alessandria, figlio di Giovanni Battista e
Giuseppina Grappiola.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del
TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 50 Greek Street, Soho, Londra.
Il TITANIC fu la sua prima nave.
Ricaldone morì nel naufragio, il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Angelo Mario Rotta, 23 anni, nacque a Novara, il 1° maggio
1888.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 10 West Street, St. Martin's Lane,
Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Rotta morì nel naufragio, il
suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
Su di lui vedi ulteriori notizie nel capitolo "I
novaresi del TITANIC".
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Giovanni Giuseppe Emilio Saccaggi, 24 anni, nacque a Cannobio
(Verbania), l’8 settembre 1887, figlio di Luigi e Maria Gabbani.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente cameriere) a bordo del
TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 20 Ponsonby Place, Westminster,
Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Saccaggi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
Su di lui vedi ulteriori notizie nel capitolo "I
novaresi del TITANIC".
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Giovanni Salussolia, 25 anni, nacque ad Alice Castello (provincia di
Vercelli), il
9 giugno 1886, figlio di Antonio e Teresa
Ellena.
Quando firmò il contratto per lavorare (addetto ai bicchieri) a bordo del
TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 7 Coldbath Square, Torrington Road,
Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Salussolia morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu
mai identificato.
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Candido Scavino, 42
anni, nacque a Guarene (provincia di Cuneo), il 30 aprile 1869, il figlio di
Giovanni e Anna Frejlino.
Quando firmò il contratto per lavorare (macellaio) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 19 Stonebridge, 231 Hampstead Road,
Londra. La sua nave precedente fu l’Olympic.
Scavino morì nel
naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
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Giacomo Sesia, 24 anni.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 3 Little Pulteney Chambers,
Poulteney St., Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Sesia morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Ercole Testoni, 23 anni, nacque a Bagni di Lucca (provincia di Lucca), il 14
ottobre 1888, figlio di Pietro e Maria Stefanelli.
Quando firmò il contratto per lavorare (assistente addetto ai
bicchieri) a bordo del TITANIC il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 32 St. James Buildings, Little
Poultenay Street, W.C. Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Testoni
morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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Roberto Urbini, 22 anni.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a
bordo del TITANIC, ha dato indirizzo il 16 Manette Street, Charing
Cross, Londra.
Urbini morì nel naufragio, il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato: suo padre ricevette un assegno di sostegno di 60 sterline dal
TITANIC Relief Fund.
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Ettore Luigi Valvassori, 35 anni, nacque il 1° agosto 1876 a Montodine
(provincia di Cremona).
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 7 Great Russell Street, Londra. Il TITANIC
fu la sua prima nave.
Valvassori morì nel naufragio. Il suo
corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
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Roberto Vioni, 18 anni, nacque a Roma.
Quando firmò il contratto per lavorare (cameriere) a bordo del TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo l’8 Lynton Mansions, Kennington Road,
Londra. Il TITANIC fu la sua prima nave.
Vioni morì nel naufragio. Il
suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.
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Luigi Zarracchi, 26 anni.
Quando firmò il contratto per lavorare (somelier/addetto al vino) a bordo del
TITANIC, il 6
aprile 1912, ha dato indirizzo il 9 Orchard Place, Southampton. La sua
precedente nave fu l’Olympic.
Zarracchi morì nel naufragio. Il suo corpo, se recuperato, non fu mai
identificato.
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